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Il Palazzo di Cosimo il Vecchio.
Per chi ha già passato e letto la pagina di
Palazzo Pitti sà
già della competizione tra i Medici ed i Pitti sulle dimensioni del
palazzo e quindi dell'ostentazione del potere tra le famiglie
Fiorentine del tempo.
Commissionata da Cosimo il vecchio, il palazzo
Medici-Riccardi è scaturito dall'ingegno di Michelozzo, dopo avere
scartato un progetto considerato troppo appariscente ai fini politici,
di Michelangelo. Queste affermazioni sono riportate dal Vasari che lo
definisce "troppo
sontuoso e magnifico" anche se non vi sono altri
riscontri della vicenda. Sta di fatto che tutto ciò potrebbe essere
reale. Dieci anni prima, Cosimo il Vecchio aveva subito il carcere in
Palazzo Vecchio ed un susseguente esilio in Veneto con l'accusa di
tirannia da parte dei suoi avversari. Vero è, che poco dopo fu
richiamato a furor di popolo al rientro in città ma la prudenza, come
si dice, non è mai troppa.
"Incaricò così Michelozzo, un architetto altrettanto valido ma più
discreto, il quale realizzò un palazzo cubico dall'aspetto esterno
imponente, ma sobrio ed austero (1444-1452 o 1460), intorno ad un
cortile centrale con colonne corinzie, ispirandosi in parte al
recupero di elementi classici operato da Leon Battista Alberti nella
realizzazione di Palazzo Rucellai. Fu però proprio il Palazzo Medici a
fissare i canoni di tutta l'architettura civile del Rinascimento, per
esempio facendo da modello a Palazzo Strozzi."
Il palazzo, situato in una posizione "strategica"
all'incrocio di via Larga (oggi via Cavour) e
via de' Gori, era a due
passi dalle chiese "protette" della Famiglia: San Lorenzo e San Marco
e ad altrettanti pochi passi dal Duomo. Il palazzo è imponente, sobrio
ed elegante, A pietre sporgenti al pian terreno che con l'innalzarsi
dei piani, diventano lisce ed appena incorniciate agli ultimi piani.
Su due lati, una panca di via, in uso molto comune a quei tempi per
praticità (permettere alla gente di sedersi) e ad anche per ragioni
estetiche. All'ultimo piano, l'attuale cornicione era sostituito da
veri e propri merli ed una loggia che attualmente è murata.
All'interno del palazzo, tra le numerose
decorazioni, da segnalare la cappella dei Magi, di Benozzo Gozzoli che
fu allievo di Beato Angelico, su commissione di Piero il Gottoso che
seguì direttamente la progettazione e lo sviluppo dei lavori (1459).
In effetti con i Magi questo dipinto non c'entra niente, come costume
dell'epoca si infilavano in rappresentazioni religiose i componenti
della famiglia e i personaggi politici dell'epoca che avevano "il
diritto" di esserci. Sul dipinto vi sono tra l'altro: Lorenzo il
Magnifico, suo padre, Piero il Gottoso ed il capofamiglia, Cosimo il
Vecchio. La natività sull'altare è solo una copia, l'originale si
trova al museo di Berlino.
Arricchimenti
L'interesse per l'arte ed il gusto del bello dei
Medici si manifestò non solo nell'attenta scelta del palazzo, ma anche
nell'arricchimento del medesimo. Subito sculture, dipinti ed opere
d'arte d'ogni genere cominciarono a moltiplicarsi. Il David di
Donatello, oggi oscurato dallal fama di quello di Michelangelo, si
trovava nel giardino del palazzo. Adesso la statua si trova al museo
del Bargello (Palazzo del
Bargello) e per l'orario di apertura davvero ridicolo e per
l'opera del Buonarroti, il David spesso "dimenticato". Due grandissimi
errori. All'interno del palazzo inoltre vi erano i tre dipinti della
"Battaglia di San Romano" di Paolo Uccello che udite, udite,
adornavano la camera da letto del Magnifico. Vi erano inoltre opere di
Botticelli, del Verrocchio, di Antonio del Pollaiolo, di Domenico
Ghirlandaio, collezioni di gemme, cammei e vasi in pietre dure. Nel
parco sul lato Nord, furono piazzate statue classiche comprate in gran
parte a Roma e sotto la direzione del Bertoldo, fu creata la prima
"Accademia di Belle Arti" dove giovani ed appassionati potevano
copiare, studiare e riprodurre i modelli classici ed imparare le
tecniche artistiche pittoriche e scultoree. Leonardo da Vinci, nacque
artisticamente proprio qui, per non dimenticare Michelangelo e
Raffaello Sanzio, il pittore "maledetto".
Il Cinquecento
Con la morte di Nel 1492 Muore Lorenzo Il
Magnifico e per Firenze si concluse un epoca. Il figlio Piero al
passaggio dell'esercito Francese di Carlo VIII verso Roma aveva
spalancato le porte della città non impegnando battaglia. Il
susseguente sacco di Roma fu tremendo, i Romani passati a fil di
spada, la città incendiata e saccheggiata, palazzi ed opere
preziosissime saccche ggiate.
Roma dopo quel passaggio devastante, non fu mai più la stessa. Il
Savonarola trovò quindi terreno fertile nella predicazione dei valori
Cristiani più ortodossi. Fu messa così in atto la seconda cacciata dei
Medici da Firenze, la statua di Olofene ricollocata in Piazza della
Signoria a simbolo della sconfitta della tirannia. Il David di
donatello finì in Palazzo Vecchio mentre i beni della chiesa di
Orsanmichele furono messi all'incanto. Fortuna volle che gran parte
del tesoro non lasciasse mai Firenze e alla ripresa del potere, il
tutto fu ricomposto dal Cardinale Giovanni dei Medici (poi Papa Leone
X e figlio di Lorenzo - si ricordi in tal senso anche
SS. Annunziata) e dal Cardinale Giulio de' Medici (poi Papa
Clemente VII), figlio del fratello di Lorenzo (il Giuliano assassinato
durante la rivolta dei Pazzi). In questo periodo fu rimossa la loggia
sulla strada per guadagnare in sicurezza e aperte le grandi finestre
al piano terreno, lavoro attribuito a Michelangelo nel 1517. cortile fu posta la scultura dell'Orfeo di
Baccio Bandinelli che si ammira ancora oggi.
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