|
Cominciamo con una curiosità, Il Madornale.
Questa era la stanza più grande di un palazzo di
una famiglia benestante dove in genere soggiornava la padrona di casa
insieme a quelle che oggi potremmo chiamare coadiuvanti. Il nome
deriva appunto da "madonna", dal latino "mea domina", la "mia
signora.
In segiuto e con il passare del tempo, Madonna, con la M maiuscola
diventa appellativo di Maria la madre di Gesù ma è dalla dimensione
del salone del madornale che oggi si associa l'aggettivo ad un "grosso
errore" o ad un "cosa enorme ed in genere sbagliata. "Ho fatto un
errore madornale", "è un abbaglio madornale", proprio per via delle
dimensioni di quel salone che comunque aveva dimensioni letteralmente
spropositate. Nel corso del tempo fu anche dedicato all'accoglienza
degli ospiti e delle famiglie "amiche" perché l'unico nella casa, in
grado di accogliere un certo quantitativo di persone.

Il Palazzo o Palagio (dei) Davanzati, venne
costruito intorno alla metà del XIV secolo ma da un'altra famiglia,
quella dei Davizzi mercanti della corporazione della "Calimala". Nel
1516 passò di mano e divenne proprietà della famiglia Bartolini ed
ancora nello stesso secolo, alla famiglia Davanzati che apportò alcune
modifiche al palazzo e pose lo stemma di famiglia sulla facciata. I
Davanzati modificarono l'ultimo piano togliendo l'originaria merlatura
apponendovi la grande terrazza a loggia denominata Altana.Il
Palazzo rimase
proprietà della famiglia Davanzati fino al 1838 quando, con il
suicidio di Carlo, si estinse il ramo maschile della famiglia e gli
ambienti furono divisi in quartieri e subirono varie alterazioni.
L'alterazione più importante per fortuna non coinvolse il palazzo. Nel
1904 fu una di quelle abitazioni che scampò alle demolizioni di
Firenze Capitale e venne acquistato dall'antiquario Elia Volpi che
dopo averlo restaurato seguendo il progetto originario, lo arredò con
l'intenzione di mostrare a tutti una casa della Firenze antica. Nel
1916 però l'intero corredo arredativo fu venduto all'asta a New York e
il volpi nel 1920 lo riarredò nuovamente. D'altra parte il Signor
Volpi era un mercante e di nuovo nel 1924 rivendette tutto
l'arredamento a due Fratelli, Vitale e Leopoldo Benqujat originari di
Alessandria d'Egitto. Non è finita. Nel 1934 il terzo arredo fu di
nuovo disperso in un'asta pubblica. Nel 1951 intervenne lo Stato
Italiano che acquistando l'immobile lo rese disponibile al pubblico
nel 1956. |