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INDIRIZZO:Firenze, della Colonna, 38
Tel. 055 23575 (Soprintendenza per i Beni Archeologici) Fax 055 242213
(Soprintendenza per i Beni Archeologici
Lunedì:
14.00-19.00; Martedì e Giovedì: 8.30-19.00; Mercoledì, venerdì, sabato e
domenica: 8.30-14.00
Il
giardino del Museo Archeologico è visitabile il sabato mattina con
l'accompagnamento del personale di custodia. |
Chiusura: Chiusura: Natale, Capodanno, 1°
maggio |
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Storia
Tra il
Duomo e
Palazzo Vecchio fin dall'VIII secolo esisteva un monastero femminile
con vasti terreni coltivati ad "orto" denominato "San Michele in Orto".
Dal nome originale deriva proprio quell' "Orsanmichele" attuale.
Intorno al 1240 la chiesa venne abbattuta per far
posto ad una loggia destinata al mercato delle granaglie progettata
probabilmente da Arnolfo di Cambio intorno al 1290. Nel 1304 la loggia fu
distrutta da un incendio e venne nuovamente ricostruita tra il 1227 ed il
1350 dal Talenti, Neri di Fioravante e Benci di Cione, più grande ed a
pianta rettangolare. Sui pilastri esterni le corporazioni cittadine delle
Arti e Mestieri, nel 1339 fecero predisporre 14 tabernacoli in cui
alloggiarono altrettante statue di santi patroni scolpite dai migliori
artisti del periodo.
Orsanmichele, interno Tra il 1380 ed il 1404
l'edificio venne sopraelevato di due piani per ospitare le riserve di
grano, e vennero quindi chiuse le arcate del piano inferiore da Simone
Talenti per ospitarvi un edificio di culto, nuovamente dedicato a San
Michele.
L'edificio era sede della potente confraternita della Madonna di San
Michele in Orto. Nel 1569 il granduca Cosimo I insediò ai piani superiori
l'Archivio Notarile (oggi spostato), affidando l'adattamento dei saloni al
Buontalenti.
L'Orsanmichele ha subito importanti restauri dalla metà del XIX secolo
fino ad oggi. Nel 1996 divenne omonimo museo ospitante le statue orginali
rimosse dalle nicchie esterne e restaurate. All'ultimo piano sono raccolte
inevce le quaranta piccole sculture che decoravano le colonnine delle
trifore esterne, seppur ormai già molto danneggiate dagli agenti
atmosferici e quasi illeggibili.
Nell'angolo nord ovest, all'interno del pilastro, c'è una piccola e ripida
scala a chioccola che porta ai piani superiori. Essendo insicura per i
moderni canoni si accede dall'edificio di fronte, quello dell' "Arte della
Lana" passanto per l'archetto che collega i due palazzi.
La sala inferiore ospita la chiesa dedicata a Sant'Anna, che ha una
rarissima struttura a due navate, eredità della struttura del mercato del
grano, ed è coperta da sei volte a crociera che sostengono i saloni
superiori. All'interno si trova il tabernacolo costruito da Andrea Orcagna
tra il 1349 e il 1359 per ospitare la Vergine col Bambino e gli Angeli
(dipinto di Bernardo Daddi del 1347), che sostituiva un'immagine
miracolosa, la Madonna di Orsanmichele (di Ugolino da Siena) un tempo
collocata sui pilastri della prima loggia e probabilmente bruciata
nell'incendio del 1304.
"Affreschi del XV secolo (ricoperti da un'intonacatura nel XVIII secolo e
riscoperti durante i restauri del XIX secolo) ornano i pilastri, alcune
delle pareti e gli spicchi delle volte. Il ciclo pittorico delle volte,
eseguito nel 1398-1399 rappresenta personaggi dell'Antico e del Nuovo
Testamento, secondo un programma iconografico concepito da Franco
Sacchetti. Sulle lunette delle trifore sono presenti vetrate del XIV
secolo, opera di Niccolò di Pietro Tedesco con storie dei miracoli di
Maria e dell'immagine miracolosa della Madonna di Orsanmichele.
Sull'altare di Sant'Anna si trova il gruppo scultoreo in marmo con la
Vergine col Bambino e Sant'Anna, opera di Francesco di Giuliano da
Sangallo (1526); Questo sostituisce un'immagine dipinta commissionata
dalla Signoria in ringraziamento per la cacciata da Firenze di Gualtieri
di Brienne, noto come Duca d'Atene, che ebbe inizio con una sollevazione
popolare il giorno di Sant'Anna, il 26 luglio 1343."
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